Prendersi cura dei propri collaboratori è importante su diversi livelli.

Al livello più elementare, le persone delle quali ci si prende cura sono portate a fare lo stesso verso gli altri, favorendo così una cultura positiva in azienda.

Inoltre, le persone delle quali ci si prende cura, lavorano in maniera più efficace insieme con le persone che dimostrano cura verso gli altri.

I collaboratori dei quali ti prendi cura si sentono meglio e sono più positivi di quelli che vengono sistematicamente ignorati.

Essere solleciti verso gli altri non significa essere percepiti come “deboli” o come “consiglieri”. In effetti, prendersi cura non significa solo sorridere e dare “pacche sulle spalle”, è ben altro.

Significa piuttosto prendersi cura in modo ragionevole dei propri collaboratori diretti per aiutarli a lavorare meglio, essere produttivi e crescere professionalmente.

Dal punto di vista pratico, il buon leader sa dei sui collaboratori di più che il semplice lavoro che fanno. Sa un po’ della loro storia, un po’ della loro situazione attuale e un po’ dei loro sogni e aspettative.

Il buon leader incoraggia il libero scambio di informazioni ed evita il pettegolezzo. Si rende conto dei segnali di allarme prima che i problemi diventino seri ed è rapido nel correre in aiuto rimuovendo gli ostacoli.

Il leader positivo sa dare feedback finalizzati alla crescita, il che non significa dire che va tutto bene anche quando così non è!

Il premio di questo faticoso lavoro è per il capo la possibilità di gestire meglio le risorse e il fatto di ottenere il rispetto e la gratitudine da parte dei propri collaboratori.

E tu ti fermi ogni tanto a parlare con i tuoi collaboratori per conoscerli meglio e approfondire i loro progetti di vita con sincero interesse? Se non lo hai mai fatto provaci… noterai lo straordinario effetto motivante che ha su di loro.


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